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Un percorso didattico: il criticismo kantiano

1 febbraio 2026

Nei vecchi file del PC sono riuscito a recuperare l’unità didattica di filosofia su Immanuel Kant e il criticismo. Quella scansionata è la sua ultima versione che risale al 2001. Fare i conti con Kant e leggerne passi significativi lo consideravo non solo momento centrale della storia del pensiero, ma soprattutto una sorta di porta di ingresso per accedere alla filosofia contemporanea.

La sollecitazione iniziale, atta a superare una concezione ingenua della visione (e implicitamente di tutta la sensazione), era attivata con un breve filmato in cui Oliver Sacks ricordava la reazione di un suo paziente, cieco dalla nascita, dopo un trapianto oculare. Quando gli vennero tolte le bende alla domanda di cosa vedesse rispose: “Un turbinio di luci da cui esce la sua voce” riferendosi al viso di Sacks. Il paziente non recuperò la vista delle forme, il suo cervello adulto non era più in grado di organizzare gli stimoli visivi e nello stesso tempo la sua precedente organizzazione dello spazio (svolgeva attività in campo meccanico) ne risultava compromessa. Quello che avrebbe dovuto costituire il “dono della vista” diventò per lui una maledizione.   

La lettura e il commento dell’icastico passo di Borges che apre la dispensa fa poi risaltare l’ingenuità di una rappresentazione della conoscenza quale copia della realtà. Discorso approfondito con il concetto di gnoseologia nel suo significato generale e nel suo sviluppo.

A seguire l’articolazione del pensiero kantiano nei suoi riferimenti e nelle sue fasi precritiche e critiche con un cenno finale alla filosofia del diritto e della storia.


La dispensa, concepita ovviamente quale supporto a esposizione e discussione orali, è scaricabile > QUI <

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