Due poesie tardo adolescenziali
Non mi ricordo chi l’abbia detto (o scritto), forse Franco Fortini.
«Tutti gli adolescenti scrivono poesie, ma pochissimi diventano poeti»
Le prime di cui ho ritrovato traccia scritta nei miei quaderni risalgono ai miei sedici anni. Lontane non solo nel tempo.
Quelle che sotto trascrivo sono invece le mie due penultime scritte quando ormai ne avevo quaranta di anni e, tutto sommato, mi ci ritrovo, mi riconosco anche oggi che sono alla soglia degli ottanta.
Due penultime, dicevo, perché pochi anni dopo avevo scritto un piccolo poema che ho fatto leggere alla mia collega ed amica Patrizia. È stata drastica: “Non è proprio il tuo genere!”. Ho seguito il suo implicito consiglio e da allora di poesie non ne ho scritte più.
La prima delle due era evidentemente influenzata dalla mia frequentazione della narrativa fantascientifica; ne avevo anche fatto copia sulla carta argentata della piccola stampante dello Sinclair Spectrum +, il mio primo PC. La seconda da due fatti di cronaca.
L’astronauta
Cari amici*
vi scrivo
da un altro pianeta
vorrei
potervi vedere
ancora una volta
vorrei
potervi dire
che tutto quanto
abbiamo fatto insieme
non sempre è riuscito
ma che comunque
ogni volta ancora
lo rifarei se potessi
rifarlo insieme a voi.
Cari amici
vi dico
che lontano dal mondo
dove tutto è diverso
tutto sembra uguale
o forse tutto è uguale
anche se sembra
un mondo diverso.
Cari amici
non importa …
la distanza del tempo
pesa più dello spazio
…
qualcosa abbiamo fatto
…
se non si vede il segno
è perché la vista
ormai ci fa difetto
ma dentro noi
ciò che nessuno vede
si sente
eccome!
29.XII.86
* Amici del ‘68
¿Quien sabe? **
Dio è morto.
Rimane il peccato
resta la colpa
l’innocenza è scomparsa
lucciole addio.
Dio è morto
la violenza non trova “Causa”
non ricerca bandiere
non si giustifica più.
Si esercita.
Talvolta cruda
talvolta asettica
cruda e senza senso
asettica e rispettabile.
Cruda nei poveri
cruda per rabbia
cruda per impotenza.
Asettica e ricca
asettica e benemerita
asettica per “fama” e denaro.
La prima scandalizza, sconvolge
si butta in prima pagina.
L’altra si nasconde e trasfigura:
quante buone intenzioni!
quanti buoni affari!
A Palermo una lapide di bimba.
A Montevideo un piccolo desaparecido.
** A Palermo due sottoproletari hanno seviziato e ammazzato la loro piccola “perché piangeva troppo”. Da Montevideo le prime notizie di traffici di bambini per farne “organi” da trapianto.
PS. Le illustrazioni sono tratte dagli album de L’Incal di Moebius in collaborazione con Jodorowsky.
Di seguito la riproduzione dei testi originari.





