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Due poesie tardo adolescenziali

14 febbraio 2026

Non mi ricordo chi l’abbia detto (o scritto), forse Franco Fortini.

«Tutti gli adolescenti scrivono poesie, ma pochissimi diventano poeti»

Le prime di cui ho ritrovato traccia scritta nei miei quaderni risalgono ai miei sedici anni. Lontane non solo nel tempo.

Quelle che sotto trascrivo sono invece le mie due penultime scritte quando ormai ne avevo quaranta di anni e, tutto sommato, mi ci ritrovo, mi riconosco anche oggi che sono alla soglia degli ottanta.

Due penultime, dicevo, perché pochi anni dopo avevo scritto un piccolo poema che ho fatto leggere alla mia collega ed amica Patrizia. È stata drastica: “Non è proprio il tuo genere!”. Ho seguito il suo implicito consiglio e da allora di poesie non ne ho scritte più.


 
La prima delle due era evidentemente influenzata dalla mia frequentazione della narrativa fantascientifica; ne avevo anche fatto copia sulla carta argentata della piccola stampante dello Sinclair Spectrum +, il mio primo PC. La seconda da due fatti di cronaca.


L’astronauta

Cari amici*

                vi scrivo

da un altro pianeta

vorrei

                potervi vedere

ancora una volta

vorrei

                potervi dire

che tutto quanto

abbiamo fatto insieme

non sempre è riuscito

ma che comunque

ogni volta ancora

lo rifarei se potessi

rifarlo insieme a voi.

Cari amici

                vi dico

che lontano dal mondo

dove tutto è diverso

tutto sembra uguale

o forse tutto è uguale

anche se sembra

un mondo diverso.

Cari amici

                non importa …

la distanza del tempo

pesa più dello spazio

qualcosa abbiamo fatto

se non si vede il segno

è perché la vista

ormai ci fa difetto

ma dentro noi

ciò che nessuno vede

si sente

                eccome!

                                29.XII.86

* Amici del ‘68


¿Quien sabe? **

Dio è morto.

                Rimane il peccato

                resta la colpa

                l’innocenza è scomparsa

                lucciole addio.

Dio è morto

                la violenza non trova “Causa”

                non ricerca bandiere

                non si giustifica più.

                Si esercita.

                Talvolta cruda

                talvolta asettica

                cruda e senza senso

                asettica e rispettabile.

                Cruda nei poveri

                cruda per rabbia

                cruda per impotenza.

                Asettica e ricca

                asettica e benemerita

                asettica per “fama” e denaro.

                La prima scandalizza, sconvolge

                si butta in prima pagina.

                L’altra si nasconde e trasfigura:

                quante buone intenzioni!

                quanti buoni affari!

                A Palermo una lapide di bimba.

                A Montevideo un piccolo desaparecido.

** A Palermo due sottoproletari hanno seviziato e ammazzato la loro piccola “perché piangeva troppo”. Da Montevideo le prime notizie di traffici di bambini per farne “organi” da trapianto.


PS. Le illustrazioni sono tratte dagli album de L’Incal di Moebius in collaborazione con Jodorowsky.


Di seguito la riproduzione dei testi originari.

Prima bozza della versione a stampa


From → Varie

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