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Quarant’anni di ‘Sperimentale’. Cronaca e Video di un incontro

27 marzo 2023

Su iniziativa delle Associazioni Ex Docenti ed Ex Allievi dell’Istituto Cobianchi lo scorso 10 marzo nell’Auditorium dell’Istituto, insieme alla presentazione del libro Sperimentare la scuola. Storie di buone prassi[1], si sono ripercorsi i quaranta anni (1974-2014) della Sperimentazione e dei suoi primi protagonisti.

Introduce il Vice-Preside storico Ettore Perelli

“Giusto cinquant’anni fa un gruppo di docenti piuttosto visionari iniziava a progettare quella che avrebbe potuto essere la vera scuola italiana del futuro. Così non è stato. Dobbiamo ammettere e riconoscere, magari con un po’ di amarezza, che di tutto quello proposto e sperimentato in quarant’anni di lavoro qui al Cobianchi, ben poco è stato recepito dai vari governi che si sono alternati in Italia. Anzi l’ultima riforma, … quella attuale, ha visto percorrere pericolosi passi indietro.”

 Dopo gli interventi di saluto dell’odierno Vice Preside Paolo Agrati (“… quegli anni sono stati fondamentali per la storia del Cobianchi…”), l’intervento di Silvia Marchionini, ex allieva di Scienze Umane e Sociali, attuale sindaco di Verbania che ha ricordato la sua esperienza con emozione … e nostalgia

 “… Fare lo Sperimentale, Scienze Umane e Sociali, … significava imparare dei concetti più che imparare delle conoscenze che comunque c’erano. …Io sono rimasta molto stupita … perché i docenti erano un gruppo molto affiatato; io non ricordo né un leader tra di loro che emergesse … sugli altri, né particolari tensioni. Questa cosa mi colpiva allora e mi colpisce ancor di più oggi. Significa che sapevano lavorare benissimo insieme con la condivisione … di occuparsi dei ragazzi. Faccio un esempio: credo che nessuno di noi abbia ancora a casa le cassette con cui la Professoressa compianta De Poi … registrava i commenti e quindi la valutazione alle prove in classe … Se penso, con tre classi e 25 alunni per classe, quanto tempo dedicasse quella docente ai ragazzi … mi sembra qualcosa di fuor dal comune rispetto al mondo in cui viviamo. …”

Dopo l’intervento di Sara Antiglio, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Provinciale (… in questo libro abbiamo trovato molti spunti legati alla nostra esperienza didattica …in particolare la figura dei docenti come ricercatori …) è stata la volta di Anna Bozzuto che ha letto il messaggio della mamma, Carla Rossi Bozzuto, di fronte ad un auditorio dove il silenzio partecipe “si poteva tagliare con il coltello”.

Buonasera a tutti,

sono molto contenta di poter partecipare a questo incontro, anche solo per un saluto, attraverso un foglio di carta.

La mie condizioni fisiche attuali non mi consentono di essere lì con voi, in presenza. In fondo – lo dico con ironia e con grande affetto – va anche bene così. È bene che almeno una ‘tessera’ manchi oggi al nostro metaforico puzzle… altrimenti, avremmo avuto la rappresentazione completa e definitiva di quanto siamo invecchiati tutti nel corso del tempo. Chi più, chi meno. E io, certamente, più di voi.

L’occasione che vi riunisce (che ci riunisce) è davvero bella e meritoria. E voglio subito esprimere il mio ringraziamento a tutti gli organizzatori di questo incontro e a tutti i partecipanti convenuti questa sera.

In particolar modo, ci tengo a ringraziare i curatori e contributori che hanno dato vita al volume “Sperimentare la scuola”. Per la dedica che mi avete fatto, certo, ma soprattutto per aver raccontato la Storia e le storie della nostra Maxi-Sperimentazione, avviata nel 1974 all’Istituto Cobianchi.

Quando iniziammo a studiare la possibile Riforma della Scuola Superiore, all’inizio degli anni Settanta, eravamo un gruppo di insegnanti fortemente motivati. Da quel gruppo nacque la Sperimentazione, con il sostegno del Preside Rattazzi e del Vicepreside Bozzuto. E quel gruppo andò ampliandosi con l’arrivo di altri docenti bravi e preparati.

Questa sera, per me, è anche l’occasione giusta per ricordare e ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla Sperimentazione.

La nostra Sperimentazione non fu solo un impegno professionale: avevamo già tutti un “lavoro” come insegnanti e avremmo potuto accontentarci di continuare a fare quello, senza complicarci la vita.

La Sperimentazione, per noi, era anche – e soprattutto – un impegno civile e politico. Nasceva per dare risposte concrete ad alcune delle istanze tumultuose del movimento studentesco di quegli anni. Istanze di cambiamento che la classe politica, le istituzioni scolastiche e la società faticavano a recepire adeguatamente. Contestualmente, si proponeva anche, attraverso l’innovazione pedagogica e didattica, di arginare e sublimare le istanze più violente, distruttive e autodistruttive della “contestazione” studentesca, indirizzando le energie dei più giovani verso obiettivi costruttivi.

La Sperimentazione, per tutti noi, non è stata un lavoro: è stata una missione.

E quella missione, intrapresa non solo da noi, ma anche da altri colleghi, in altre sedi nazionali, in altri Istituti, ha sempre avuto molti avversari. Avversari esterni e determinati.

L’innovazione didattico-pedagogica, che la Sperimentazione incarnava e proponeva, ambiva anche a tradursi in innovazione sociale. E quel tipo di innovazione non era vista di buon grado dai molti settori conservatori del Paese.

Quando si inizia a imboccare il viale del tramonto, momento che per noi insegnanti coincide con la pensione, è giusto porsi una domanda: cosa resterà di me, dopo, al di là degli affetti personali e familiari?

Ecco, io credo che questo incontro e il libro presentato stasera aiutino tutti noi, insieme, a trovare una risposta collettiva a questa domanda scomoda e un po’ fastidiosa.

E non si tratta di una risposta nostalgica o auto-elogiativa.

Può e deve essere una risposta costruttiva, capace di guardare al futuro.

Qui risiede il valore e il merito del libro “Sperimentare la Scuola”: può essere uno strumento utile per innescare nuove esperienze di innovazione pedagogica e didattica. Può dare competenze, ma anche fiducia (e un po’ di speranza) a coloro che oggi fanno la Scuola e saranno la Scuola del futuro: i giovani insegnanti e i loro studenti.

È stato un grande e lungo viaggio quella della nostra Sperimentazione. E per me è stato un vero piacere compiere una parte di questo viaggio insieme a voi.

Vi saluto con grande affetto e vi auguro una magnifica serata.

Carla Rossi Bozzuto

https://www.youtube.com/watch?v=XXmih4feyKQ Video del Messaggio Carla

Cristina Bolelli ed Ettore Perelli hanno poi tracciato un profilo storico dei Corsi sperimentali, iniziati con il primo anno di biennio nel 1974 e concluso con l’ultimo anno delle classi quinte nel 2014.

Cristina Bolelli con il primo biennio e i suoi consigli di classe:

Perelli con un excursus sugli indirizzi del triennio e i relativi allievi diplomati.

È stata poi la volta di alcune testimonianze di ex allievi introdotte e sollecitate da Francesca Paracchini che aveva gestito assieme a Marina Beretta e Luca Sarasini i focus group, i cui report sono stati poi pubblicati sul libro, intorno ai temi dell’accoglienza, del percorso di studi e della apertura al mondo.

Accoglienza.

Raffaella: “dopo tre giorni mi viene chiesto di svolgere un test di ingresso di filosofia, la verifica è positiva e per me è stata la svolta per decidere di restare”.

Alessandro: “ricordo l’accoglienza dell’infortunato […] mi veniva a prendere tutti i giorni il bidello e mi accompagnava in classe con l’ascensore!”

Roberta: “ho sempre avuto una sensazione di empatia da parte dei professori”.

Percorso di studi:

Oliviero: “ho avuto la sensazione, confrontandomi con i miei coetanei in quegli anni, che comunque il Cobianchi, nonostante se ne parlasse sempre un po’ male, molto frequentato, con tanti numeri, un posto dove stare attenti, fosse una scuola particolarmente avanti soprattutto per quanto riguardava i laboratori perché c’erano tante ore di laboratorio, si facevano due pomeriggi interi, quattro ore di chimica, di biologia […] entravi un po’ nel mondo del lavoro”.

Apertura al mondo:

Barbara: “Think outside the box, tu ti devi mettere fuori e guardare dentro, il metterti in discussione”.

Erica: “Speranza e fiducia negli adulti. Esperienze divergenti. Stupore. Capacità di osare.”

Presentato da Guido Boschini, l’editore di Blönk, Lele Rozza, ha spiegato i motivi per cui la sua casa editrice ha voluto pubblicare questo libro:

“Una storia interessante che avete voluto raccontare anche per chi non la conosce. …  Concepire la didattica come il match tra l’esperienza degli adulti e la potenza straordinaria dei ragazzi: un campo urgente, necessario … spazi in cui non ci si accontenta del compromesso al ribasso… siccome è il futuro la cosa su cui dobbiamo lavorare …”

Nel mio intervento ho voluto sottolineare come la qualità della scuola sia legata ad una professionalità docente non tanto dei singoli, ma delle équipe ognuna delle quali assume le sue specificità. Ho anche ricordato come al Cobianchi in quegli anni, parallelamente alla sperimentazione, grazie a docenti come Giancarlo Fuselli ed Enrico Rinaldelli sia nato il sindacato confederale della scuola della nostra provincia – in tempi in cui esisteva di fatto solo il sindacato autonomo dello SNALS – con l’idea di una “professionalità confederale” ovvero di una professione che si esercita nella scuola ma con lo sguardo rivolto all’intera società.

Rino Romano ha voluto ricordare tra i fondatori della Sperimentale Italo Isoli, Luigi Radice e il preside di allora, Giulio Cesare Rattazzi di cui ha citato una frase: “l’autorità non conta, conta l’autorevolezza” … ed era questo che ci portava ad esercitare una professionalità molto particolare.

Dario, studente degli inizi della Sperimentale, ha letto una divertita e divertente “memoria, scritta … perché ho poca memoria” passando dal “reclutamento” di quattordicenni usciti dalle medie in una saletta dei preti a Villa Olimpia, all’impatto con una scuola con orario di ben 44 ore, sabato compreso, ai desideri non solo di conoscenza tipici dell’adolescenza, alle manifestazioni studentesche e in particolare quella, inizialmente controversa, per la morte di Aldo Moro.

“Così alla manifestazione ci andammo e ci rendemmo conto che da lì a poco saremmo diventati uomini e donne che avrebbero fatto parte di qual sistema con più o meno voglia e capacità di migliorarlo diventando parte integrante di una società che allora speravamo potesse diventare più giusta e più nostra. Ora che siamo uomini e donne ogni tanto ci ritroviamo ancora e torniamo a essere quelli di quei tempi là o perlomeno ci illudiamo di esserlo, sempre uguali ma inevitabilmente diversi, e noi le nostre compagne le vediamo come allora e, non avendole mai considerate signorine o signore, continuiamo a chiamarle ragazze.”

Perelli, che aveva ricordato alcune realizzazioni come la ricerca Memoria di Trarego, diventata poi anche un film, dedicata agli ex studenti partigiani Luigi Velati e Cesco Lubatti a cui è dedicata la Piazza antistante e questo auditorium, e il manuale Professione studente, ha invitato i presenti ad iscriversi alle Associazioni Ex Docenti ed Ex studenti, di cui, obtorto collo è Presidente; ha poi letto il ringraziamento della Preside del Liceo Leonardo Da Vinci di Firenze, cui come Associazione ex docenti, si era mandato un messaggio di solidarietà per le minacce ricevute dal ministro.

Care colleghe,

Cari colleghi, 

la quantità pressoché infinita di messaggi di condivisione e il grande sostegno che sto ricevendo da dirigenti, istituti scolastici, docenti, comitati di genitori, studenti in queste ore è una splendida prova di vitalità e senso di comunità del grande mondo della scuola italiana. Mai come adesso, in questo mondo incerto e pieno di nubi fosche all’orizzonte, c’è bisogno di dare dignità e forza alla scuola e anche un po’ di sano orgoglio in chi ogni giorno anima le aule, le rende luoghi di conoscenza, costruisce memoria e crea vera cittadinanza.

Abbiamo tanto da fare! C’è bisogno dell’impegno di tutti.

un abbraccio sincero,

Annalisa Savino

Dirigente Scolastica

Liceo Scientifico Statale Leonardo Da Vinci

Dopo un accenno a due voci ai tempi in cui al Cobianchi, come nelle fabbriche “suonava la sirena”, ha terminato l’incontro Italo Isoli:

“Se dobbiamo chiudere con un augurio ed un pensiero, io chiederei ad Anna di dire a Carla che siamo tutti con lei.”.

Slide proiettate durante l’incontro: < qui >

Articolo su EcoRisveglio del 22.03.2023

Video integrale[2] dell’incontro “Indimenticabili quegli anni”: https://www.youtube.com/watch?v=TyYTigvzsYw


[1] Il libro è pubblicato in edizione cartacea e, da poco, anche come Ebook: https://www.blonk.it/book/sperimentare-la-scuola-storie-di-buone-prassi/

[2] Entrambi i video, Messaggio di Carla Rossi Bozzuto e ripresa integrale dell’evento sono di Lorenzo Camocardi.

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